ASSALTO AL CANSIGLIO

ASSALTO AL CANSIGLIO

Sabato 17 novembre alle ore 20.30 presso il “Centro Culturale di Quero” si parlerà di Storia.

Assalto al Cansiglio – Il grande rastrellamento tedesco di fine estate 1944 sull’Altopiano (8-10 settembre) ” è il nuovo libro a firma di Pier Paolo Brescacin, edito per i tipi dell’ ISREV (“Istituto per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea del Vittoriese Onlus” – cfr. www.isrev.it).

Dieci anni di ricerca storica condensati in un libro che narra la genesi, l’evoluzione e l’epilogo di uno degli episodi che più hanno segnato la lotta di Liberazione nel Vittoriese. Due sono le domande: perché presentare un libro del genere proprio a Quero? E perché scrivere proprio di questo argomento e più in generale scrivere ancora di Storia nel 2018?

Alla prima domanda si risponde tenendo conto del contesto storico-geografico. Quero si configura idealmente come trait d’union fra quelli che furono nelle nostre zone i due maggiori rastrellamenti tedeschi: quello del Cansiglio, appunto, e quello che solo due settimane più tardi sarebbe avvenuto sul Grappa peraltro ad opera dello stesso tenente colonnello tedesco Fritz Herbert Dierich che, a partire dal 20 settembre 1944, si trasferì con il suo Reggimento proprio a Quero, assumendo il comando del settore Nord-Est del Grappa. Ma anche perché “Assalto al Cansiglio” è una storia della montagna e delle sue genti e come tale è una storia universale che non conosce confini geografici quando si tratta di raccontare quel difficile momento che fu la lotta di Liberazione e che trovò, nella montagna, il suo alleato più fedele.

Alla seconda domanda rispondiamo così. Sino ad ora sull’argomento esistevano solo alcune memorie scritte dai protagonisti, esposte tuttavia secondo un’ottica personale, oppure documenti conservati in ordine sparso negli archivi di vari Istituti Veneti della Storia della Resistenza. L’autore ha cercato tra le carte, confrontato i ritrovamenti con la produzione letteraria esistente, intervistato gli ultimi superstiti ed esaminato attentamente le testimonianze raccolte nel corso degli anni procurandosi anche nuovi documenti persino in archivi tedeschi. Il libro quindi ricostruisce e analizza quella vicenda finalmente in profondità e in tutta la sua complessità, consentendo al lettore di ripercorrere quel rastrellamento giorno per giorno, facendolo immergere in quello che potrebbe essere benissimo il copione di un film, tenendolo ben lontano da quella noia tipica dei saggi storici, pur mantenendo tuttavia il rigore scientifico che uno storico, in qualità di ricercatore, è tenuto ad osservare.

Perché quindi fare ancora Storia nel 2018? Perché possiamo continuare sì ad erigere monumenti a ricordo di questi fatti, ma bisogna anche che qualcuno li renda intelligibili, li spieghi al grande pubblico .

“Senza la parola scritta, che fissa fatti, ferma eventi e disegna protagonisti  come ben dice il Presidente dell’ ISREV Vittorino Pianca – le pietre rimangono mute, senza voce, non riescono a parlare da sole”.